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lunedì 13 febbraio 2017

Como, bambini al confine

L'ingresso della parrocchia di Rebbio, Como
Quaranta chilometri più a nord di Milano, Como si è drammaticamente riscoperta città di frontiera la scorsa estate.

Como è una cittadina di 84mila abitanti, di cui 12mila stranieri regolarmente residenti, 900 richiedenti asilo e un flusso di migranti in transito che attualmente si aggira tra le 300 e le 500 persone. 

Alla stazione di San Giovanni, l'ultima estate, si sono trovati a bivaccare centinaia di migranti che tentavano disperatamente di passare il confine con la Svizzera, per andare a nord.

Secondo l'Amministrazione federale svizzera delle dogane, nel corso del 2016 sono stati 50mila i tentativi di ingresso illegale di migranti in Svizzera, di cui 34mila nel solo Ticino, quasi tutti attraverso la frontiera di Chiasso; 20mila sono stati i respingimenti in Italia. Loro le chiamano "riammissioni": riammessi dove, devono ancora spiegarmelo.

venerdì 27 gennaio 2017

Via Statuto | Sono solo ragazzi

"Sono ragazzi", era la battuta in tv di una bionda dal sorriso smagliante.

Nulla di più vero oggi: sono solo ragazzi. Ma non c'è niente da ridere.

Perché sono partiti dal loro Paese soli, lasciando la famiglia alle spalle, in cerca di una promessa di "futuro migliore" che probabilmente non vedranno mai.
In cerca di un lavoro per sostenere la famiglia a casa. In cerca un Paese che offra più possibilità. In cerca di un aggancio per farsi poi raggiungere, chissà, un giorno.

E insomma, sono ragazzi quasi adulti, che hanno imparato in fretta a guardare in faccia alla vita e alla morte.
Ma dall'altra sono adolescenti, proprio con le stesse paure di crescere, e gli stessi atteggiamenti un po' bambini che hanno tutti gli adolescenti del mondo.

mercoledì 18 gennaio 2017

Migranti minorenni per sbaglio considerati maggiorenni, cosa succede?

In Italia, oggi, ai ragazzi migranti minorenni vengono assicurate misure di assistenza e protezione adeguate alla loro minore età.

Ma cosa succede se non si è sicuri dell'età del ragazzo o della ragazza?

Non è questione da poco.
Se un adolescente viene per errore identificato come maggiorenne, perde la possibilità di essere accolto in una struttura educativa per minori e, spesso, resta per strada. Con il rischio di diventare a quel punto vittima di tratta o prostituzione.
Oppure potrebbe essere detenuto in un Cie, e poi espulso. Per essere riportato a quale casa, in quali condizioni?

giovedì 5 novembre 2015

La carta d'identità di Lea la francese



Qualche giorno prima della fine di Expo è arrivata all’Edicola con un sorriso smagliante e, con lo stesso gesto di un prestigiatore che estrae il coniglio dal cilindro, Lea ha sventolato la sua carta d’identità nuova di pacca.

«Da oggi sono residente milanese», ha dichiarato con orgoglio ai suoi compagni di lavoro e di avventura.

Perché Lea, ventiseienne guida dell’Edicola Caritas in Expo, una dei giovani in servizio civile con Caritas, è franscese - come dice lei con quell'accento che incanta -, di Marsiglia, e ora cittadina di Milano per amore.

«Nel 2012 sono arrivata a Milano per l’esperienza dell’Erasmus e qui ho incontrato un ragazzo italiano che vive a Milano – racconta. – Poi sono tornata in Francia per finire i miei studi».

Non era la prima volta né l’ultima che viveva fuori dal suo paese: aveva già vissuto un anno in Inghilterra e dopo l’esperienza italiana ha aggiunto al curriculum sei mesi in Nepal per un tirocinio con un’organizzazione internazionale che lavora con i migranti.

«In Nepal però mi sono sentita veramente lontana, soprattutto dal mio fidanzato, e così dopo la laurea ho voluto raggiungerlo a Milano, decidendo di vivere qui, anche perché questa è una città in cui mi sono trovata molto bene».

lunedì 12 ottobre 2015

Chiara, che vorrebbe fare la guida al museo

Quando sua mamma le ha proposto di candidarsi a fare la volontaria per la Caritas in Expo, Chiara è rimasta perplessa per un po’.

Però ci ha riflettuto, e ha pensato che fosse una bella opportunità per conoscere meglio questa realtà che da una vita sfiorava grazie all’attività di volontariato della madre ma che non aveva mai conosciuto da dentro, e soprattutto perché il messaggio che la Caritas stava portando all’Esposizione universale di Milano le sembrava il più opportuno, il più mirato, il più necessario di tutti.

«Ho da sempre pensato che la presenza della Caritas qui dentro fosse fondamentale e che stesse dando un valore aggiunto a una manifestazione che altrimenti non avrebbe avuto», ci spiega Chiara.

venerdì 9 ottobre 2015

Quando finisce l'acqua

«È finita l’acqua».

Non capita praticamente mai che una ragazza che vive in Europa oggi – diciamo di più: che vive nel Nord Italia, a Rho, dove in questi mesi si sta svolgendo l’Esposizione Universale che dovrebbe far riflettere su come nutrire il pianeta, e proporre idee e soluzioni – dicevamo, non capita mai che una ragazza di 21 anni possa sperimentare che l’acqua, per oggi, è finita.
Non puoi aprire il rubinetto e vederla scorrere: è proprio finita.

Eppure a Giulia è capitato.
Non qui: in Moldova. Anche quella sarebbe Europa, però…

Giulia, studentessa di ingegneria matematica, ha dedicato il tempo delle sue vacanze estive, insieme ad altri nove giovani, in un Cantiere della solidarietà nei villaggi di Costuleni e Coscalia, in Moldova appunto.

lunedì 5 ottobre 2015

Il sorriso più bello. Stefania, cantierista e volontaria Caritas

Il sorriso più bello di tutta la Caritas, l’hanno definito qui.
È quello di Stefania, ventiduenne di Lissone e studentessa di ingegneria matematica, che quest’anno ha scelto di dedicare parte della sua vacanza per fare la volontaria in Expo.

Ma non è la prima volta che spende le sue estati con la Caritas: alle spalle ha due esperienze da “cantierista” – come dicono da queste parti – cioè volontaria per i Cantieri della solidarietà, i campi di lavoro e conoscenza per giovani dai 18 ai 30 anni.

Così, dopo aver incontrato il mondo in Moldova e in Nicaragua, quest’anno il mondo le è venuto incontro sul decumano dell’Expo di Milano.

«Il mio lavoro è invitare le persone a entrare all’Edicola. La cosa più bella – ci dice – è che dà la possibilità di incontrare persone che spesso hanno voglia di raccontarsi. È una grande occasione che capita solo una volta nella vita».

Ad esempio?

giovedì 17 settembre 2015

Dal carcere a Expo... come volontaria. Storia di Michela

Michela sfoggiava un grande sorriso il giorno in cui ha iniziato il suo anno di servizio civile.

Madre pugliese e padre olandese, è nata in Olanda ma da quando aveva un anno vive a Monza. Oggi di anni ne ha 23 e si è laureata da alcuni mesi in scienze dell’educazione.

Mentre studiava ha accumulato esperienze interessanti e molto forti. 
«Ho fatto la baby sitter a bambini con delle difficoltà: mi sono presa cura di un bimbo down e ho seguito una bambina con problemi di dislessia e discalculia. Il rovescio della medaglia di questa avventura del servizio civile è che purtroppo ho dovuto lasciarli», racconta.

E poi il lavoro in carcere: «Ho gestito per un anno la biblioteca del carcere femminile di Monza. La mia tesi di laurea ha riguardato proprio le esperienze educative con le donne in carcere».

martedì 25 agosto 2015

Un'impresa agroalimentare in Burundi: la scommessa di Andrè

Andrè ritira il premio per la sua start-up
C’è un giovane che sogna di fare l’imprenditore.
E non è poco di questi tempi. 

Ma c’è di più, perché quello che il nostro protagonista sta costruendo è una vera e propria rete di piccole imprese familiari che si occupano di allevamento e di produzione di prodotti agroalimentari. 

Lui vuole creare una intera “catena di produzione”, che permetta di far girare l’economia del suo territorio, garantendo lavoro e benessere a molte famiglie, e che sia anche sostenibile e rispettosa dell’ambiente. 

Di storie così, forse, nei mesi in cui tanto si è parlato di Expo, ne avete già sentite. 
Ma questa ha qualcosa di speciale. 

Perché tutto questo André lo sta facendo nel suo paese, nella città di Buslin, in Burundi: un piccolo paese nel mezzo del continente africano, schiacciato tra la Tanzania e la Repubblica Democratica del Congo. 

lunedì 14 aprile 2014

Fermata: Umbria - Muratori | Boxe a Milano

Vi ripropongo uno dei reportage a cui sono più affezionata: è stato pubblicato su Scarp de' tenis nel maggio del 2010 e ha vinto il premio giornalistico 'Mauro Gavinelli' 2010.
Prima, però, riguardatevi il video, bellissimo e commovente, della canzone di Pacifico 'Boxe a Milano' che l'aveva ispirato. Nel video anche le immagini e la voce narrante del 'Maestro' Ottavio Tazzi, che avevo incontrato a casa sua e intervistato proprio per questo articolo.





Le foto del post sono di Roberto Colombo, alias Falsomagro

Odore di sudore, sangue e canfora. «Piazza un montante destro!». «Forza Olli, colpisci al fegato!». Da sotto, è tutto un rap di incitamenti e consigli dei “secondi” e del pubblico che vogliono farsi sentire oltre le corde. Lassù, sul ring, Luca e Oliver se le stanno dando di santa ragione: cronaca di un ordinario sabato pomeriggio di pugilato a Milano.


lunedì 7 aprile 2014

Fermata: Padova - Pasteur | Tutti pazzi per il fashion solidale


Quel vestito l'aveva visto in un negozio di Berlino, e ci aveva fatto una malattia. Se ne era proprio innamorata.
Era stata proprio sul punto di comprarlo, ma poi la logica del portafoglio aveva vinto sul colpo di fulmine.
E adesso se lo trova davanti così, quasi a tradimento, in una vetrina di via Padova. Proprio lui, con quel suo blu elettrico che sembra quasi dirle «dai Giovanna, questa volta sono qui per te».
Anche perché questa volta costa un decimo, e Giovanna nel negozio ci entra, oltre al vestito blu compra altri due capi, in condizioni perfette, ed esce che ha speso una ventina di euro.
Questo negozio è stata una gran scoperta, pensa Giovanna, d'altronde le piacciono i vestiti belli, di marca - che male c'è? A quanta gente piacciono? - e qui ha anche la soddisfazione, oltre al risparmio sul portafoglio, che la sua passione per la moda ha anche un'utilità per gli altri.

venerdì 27 settembre 2013

Fermata: Ciccotti | Il catering delle bambine che crescono

Foto agbonlus.org
Su Affori il cielo terso di una limpida mattina di settembre. Nel bel prato verde di una vecchia villa è in corso un ricevimento: un lungo tavolo, apparecchiato con tovaglie immacolate, su cui corre una fila ordinata di vassoi di paste, alzatine di torte pere e cioccolato, piatti di briosche. Dietro, intente a servire gli ospiti, quattro ragazze in divisa, camicia bianca e gilet nero.
Una di loro, però, ce l'ha bordeaux.

martedì 3 settembre 2013

Film sotto le stelle. E sotto la Madonnina

Perché parlare di questi tre film che verranno proiettati nelle prossime tre sere, quando negli stessi giorni prende il via la 18ma edizione del Milano Film Festival?

Perché sono storie che toccano temi che mi stanno a cuore: il disagio giovanile e le dipendenze, la precarietà e il lavoro, il desiderio di maternità e paternità e la fecondità, la giustizia e la corruzione.