mercoledì 18 gennaio 2017

Migranti minorenni per sbaglio considerati maggiorenni, cosa succede?

In Italia, oggi, ai ragazzi migranti minorenni vengono assicurate misure di assistenza e protezione adeguate alla loro minore età.

Ma cosa succede se non si è sicuri dell'età del ragazzo o della ragazza?

Non è questione da poco.
Se un adolescente viene per errore identificato come maggiorenne, perde la possibilità di essere accolto in una struttura educativa per minori e, spesso, resta per strada. Con il rischio di diventare a quel punto vittima di tratta o prostituzione.
Oppure potrebbe essere detenuto in un Cie, e poi espulso. Per essere riportato a quale casa, in quali condizioni?

Al momento per determinare l'età di un ragazzo – quando incerta – viene utilizzato il metodo della misurazione delle ossa del polso e della mano, in base alla quale si dovrebbe capire la maturazione scheletrica e risalire all'età della persone.
Però non si tratta di un metodo scientifico affidabile, perché entrano in gioco troppi fattori: sviluppi diversi anche tra ragazzi della stessa età, e termini di paragone che sono stati costruiti su soggetti prevalentemente caucasici (nord europei o americani), evidentemente molto diversi dai ragazzini provenienti dal Sud del mondo su cui oggi viene usato il metodo. E altro ancora.
Insomma, il margine di errore potrebbe essere anche di più o meno due anni.

Un decreto entrato in vigore da alcuni giorni - il d.p.c.m n. 234/16 – fortunatamente stabilisce per legge alcuni punti fermi.
Intanto che questo esame si possa fare solo nel caso in cui non ci sia alcun altro documento che indichi l'età del ragazzo.
Che oltre alla misurazione delle ossa vengano fatte anche valutazioni sociali e psicologiche, alla presenza di un mediatore culturale, in una struttura pubblica.
Che il minore ha il diritto di esserne informato e di opporsi a questi esami.

E soprattutto che, in caso di dubbio, il ragazzo debba venire comunque considerato minorenne, e trattato come tale.

Queste importanti conquiste però si riferiscono solo ai minori non accompagnati vittime di tratta.
E gli altri, che sono la stragrande maggioranza?

Alcune realtà che si occupano di migranti minori, tra cui Consorzio Farsi Prossimo per cui attualmente lavoro, chiedono – in questa fase, in cui ancora deve essere approvato un disegno di legge che riguarda i minori non vittime di tratta – che queste garanzie siano “corrette” ed estese a tutti i minori non accompagnati, e non solo quelli considerati vittime di tratta.

Intanto perché tutti i minori devono vedere garantiti i diritti a loro riconosciuti a livello nazionale e internazionale (a partire dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza).
E poi perché, effettivamente, cosa ne sarebbe di minori lasciati soli, sulle strade di un Paese straniero?

Trovate questo testo anche sul sito di Consorzio Farsi Prossimo, dove ci sono (in fondo alla pagina) anche i link al testo della richiesta fatta al Parlamento e ai ministeri coinvolti, oltre a questo sito di riferimento in cui tutto ciò che qui ho cercato di semplificare è spiegato molto meglio.
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