lunedì 6 marzo 2017

Le porte di Londra. Fuga a colori in un'altra città


“Delle città importanti mi ricordo Milano...”
cantava Fiorella Mannoia in una canzone scritta da Ivano Fossati, una delle mie preferite.
Milano è stata la mia prima città, e sicuramente la più importante.

Poi c'è Londra, quella in cui, negli ultimi sette anni, sono scappata più volte e dove anche solo 24 ore bastano a rigenerarmi.






Nell'ultima fuga – a due – mi sono divertita a fotografare alcune delle cose che mi colpiscono sempre di questa città: le porte delle case.
Quelle gemelle:  

Undici e mezzo. Che sa un po' di Binario 9 e 3/4



Dicono che viverci non sia poi così facile, che sia grigia e cattiva. Forse è per combattere un cielo che non aiuta, che dipingono le porte così.




Amo le loro case tutte uguali, che danno idea di ordine (e di piani urbanistici), e però personalizzate con questi colori sfrontati.
Così come trovo i paesi italiani spesso disordinati, con le case tutte diverse, con poca armonia. E spesso poca bellezza.

Up and down

Zucche di Halloween

Una cornice di fuoco

Il cesto con le bottiglie del latte!


Yellow door

Perché loro osano porte così colorate, mentre da noi non si trovano?
Esperti di urbanistica e architettura, se avete una risposta, io sono all'ascolto ;)

Numeri e lanterne

"...di stazione in stazione,
e di porta in porta,
e di pioggia in pioggia,
e di dolore in dolore

il dolore passerà..."
(I treni a vapore)

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