martedì 27 maggio 2014

Fermata: Padova – Predabissi | Il medico falegname

Agostino ha sempre fatto il medico, un medico che per hobby si divertiva a fare il falegname.
Oggi si definisce, invece, un falegname che per hobby fa il medico.
Lui, un omone con gli occhiali e la barba bianca, medico patologo, nella sua carriera ha lavorato all'ospedale San Raffaele prima, e a quello di Desio più tardi.
E dopo la pensione ha avuto finalmente la possibilità di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: il legno. Ha aperto un laboratorio da falegname nel cuore della Milano multietnica, in via Padova, al civico 55.

Ma un medico non smette di essere medico, e così il laboratorio di falegname di Agostino si trasforma, all'occorrenza, in un laboratorio di analisi per pazienti africani: non quelli che abitano a Milano, ma proprio quelli che vivono in Tanzania o nella Repubblica democratica del Congo, in Zambia o in Mauritania e in Nigeria.

“È la tecnologia che permette questo ponte – racconta lui. – Sono vicepresidente di Patologi oltre frontiera, un' associazione di medici e tecnici di laboratorio che si occupa di un problema che nel Sud del mondo è drammatico: cioè l'impossibilità, per la maggior parte dei cittadini africani, di avere una diagnosi corretta per una malattia”.
Il tumore, per fare solo un esempio. Fino a pochi anni fa si credeva, un po' superficialmente, che fosse una malattia dell'Occidente ricco e moderno. Chiaramente no, solo che in Paesi poveri come quelli africani quasi nessuno si può permettere la diagnosi, e così si muore senza sapere di cosa.
“In molti di questi Paesi la carenza di medici che possono fare diagnosi, che hanno a disposizione la strumentazione giusta, è drammatica. Noi cerchiamo di supplire a questo effettuando delle diagnosi a distanza – spiega il medico-falegname. – Formiamo dei tecnici locali che preparino il materiale per le biopsie su vetrini, e noi, via web, riusciamo a leggerli e svolgere quella parte di lavoro che in loco non riuscirebbero a fare”.
Perché, come dicono loro, non c'è terapia senza diagnosi.


Storie come questa e molte altre si sono potute incontrare nelle scorse settimane durante la festa Via Padova è meglio di Milano, in cui il quartiere invita il resto della città ad andare a scoprire la sua storia e la sua gente.

Qui altri racconti da via Padova.
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