martedì 3 giugno 2014

Fermata: Cenisio - Induno | Solo le arabe fanno figli

Mi chiamo Elena. Ho trent'anni e aspetto una bambina, sono al settimo mese di gravidanza.
Stefania invece è una mia amica di infanzia. Anche lei ha trent'anni, e oggi la sto andando a trovare, in ospedale, perché ieri ha partorito il suo bambino.
È andato tutto bene e sono molto contenta per lei.

Entro nell'ascensore dell'ospedale insieme a un medico, sta andando al mio stesso piano.
Non l'ho mai visto, non lo conosco, mi sorride e sembra gentile. «Immagino che vada in ginecologia», mi dice. 
«Sì, ma oggi non per me, vado a trovare un'amica», gli rispondo.
È allora che dice una cosa che al primo momento stento di aver sentito davvero.

«Brave, bisogna fare i complimenti alle donne come voi, ci sono poche italiane che fanno i figli. Su, in reparto, è pieno di arabe. Fanno figli solo loro», dice scocciato.

Non voglio credere che un medico di un ospedale pubblico possa dire una cosa così davanti alla prima che capita. Come si permette, mi chiedo? 
Non trovo di meglio da rispondere che un «Probabilmente sono solo più coraggiose». Forse non mi è sembrato il momento di fare polemica, ma forse ho sbagliato io. 
Forse davanti a questi assurdi commenti le polemiche vanno fatte, eccome. 

E soprattutto, mi pento di non avergli risposto «Già, anche il bimbo della mia amica Stefania è mezzo albanese. Meno male che c'è anche lui. E vada a farle i complimenti».

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