mercoledì 12 febbraio 2014

Fermata: Museo della Scienza | Il portafoglio perduto

«Ma lo sai cosa mi è successo prima di Natale?
Sono sceso dal bus qui, alla fermata del Museo della Scienza, e lì sono sicuro di aver avuto il portafoglio, perché ho messo nello zaino l'abbonamento e il portafoglio c'era, l'ho visto.
Poi sono andato al supermercato, come al solito, a prendere qualcosa da mangiare per il pranzo e... niente, ho dovuto lasciar giù tutto perché il portafoglio non c'era più.
Sono tornato indietro ma niente, per strada non l'ho trovato, ovviamente.
Mi scocciava, eh, mi scocciava da morire. Mi scocciava soprattutto per i documenti, doverli rifare tutti, poi con gli uffici chiusi per le vacanze di Natale, e insomma.

Certo avevo dentro anche qualche soldo. Non erano pochi, avevo duecento euro. Me li aveva anticipati il mio capo proprio il giorno prima, perché aveva pensato che, con il Natale in mezzo, qualche regalo lo devo pur fare anche io, e un anticipo in tasca potesse farmi comodo.
È vero, eh, ha pensato bene, e mi scocciava averli persi. Ma il più erano i documenti».

Enrico ha un passato difficile alle spalle, un periodo in strada e una dipendenza da alcolismo, ma da quando si è rimesso in pista e ha trovato questo lavoretto, gli gira un po' più facile, anche se i soldi sono sempre pochi.
Ma per fortuna il suo capo l'ha preso sotto la sua ala, è sempre disponibile a dargli una mano, ed Enrico lo ricambia con una grande lealtà.

«Ma lo sai cosa mi è successo, dopo?
Mi ha telefonato il mio capo, dopo qualche ora. È successo che una signora, una vecchietta, aveva trovato il mio portafoglio vicino alla fermata del bus.
Io dentro ci tengo un foglietto con qualche numero di telefono. Il primo, in ordine, è quello del mio capo. E lei lo ha chiamato, gli ha detto che aveva trovato questo portafoglio ed è andata fino al mio lavoro per restituirlo.

Nel frattempo sono tornato lì anche io e l'ho incontrata. Tanto carina, questa signora.
Io volevo darle qualcosa, anche cinquanta euro le avrei dato, mi restava il resto e tutti i documenti, ma sai una cosa?
Non li ha proprio voluti. Ha ringraziato ma ha detto che andava bene così, che a lei non servivano, che forse servivano di più a me. Io volevo ringraziare lei, e lei ha ringraziato me!
Ma te pensa, che cose che succedono.
È incredibile, vero?».
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