martedì 20 agosto 2013

Fermata: XXII Marzo | Nata troppo prima

Chiara è commossa quando esce dalla casa, questo pomeriggio. Ha salutato la piccola Lara e domani non la ritroverà qui. Non la accoglierà come è successo negli ultimi mesi con i suoi sorrisi e i suoi gorgheggi.
È un po' dispiaciuta, ma solo per questo. Per il resto, soprattutto, è felice per la bimba, perché domattina finalmente Lara tornerà a casa, la sua vera casa, con la sua mamma e il suo papà.
“Tornerà” in realtà non è la parola giusta: a casa sua ci andrà per la prima volta da quando è nata, sei mesi fa.

Quando è nata, quasi niente è andato per il verso giusto. La gioia della nascita è stata offuscata dalla preoccupazione, dalle ansie, dalle paure, dal dolore. C'è voluto del tempo per curare le ferite.
Perché Lara è nata prima, troppo prima. Sara, la sua mamma, aveva appena finito la ventisettesima settimana. Lara aveva nove possibilità su dieci di farcela, ma in che modo? I suoi polmoni non erano ancora pronti ad affrontare la vita qui fuori, e i medici avevano spiegato ai suoi genitori che la bambina avrebbe avuto bisogno di molte cure mediche e avrebbe molto probabilmente dovuto convivere con una disabilità.
A Sara e Antonio è caduto il mondo addosso, non se lo aspettavano e non sapevano come fare: come avrebbero potuto accudire al meglio il loro cucciolo troppo piccolo, chi lo avrebbe insegnato loro? Ma si sono aggrappati alla forza di Lara, che in tutti i modi stava combattendo per la vita e piano piano i giorni passavano e i grammi aumentavano.
Quando si è trattato di poter andare finalmente a casa, Sara e Antonio però non sono stati lasciati soli. Il personale dell'ospedale ha parlato loro della Casa di L'abilità, della possibilità di fare un percorso insieme, e così hanno deciso di chiedere aiuto e rimandare ancora il ritorno a casa.

Per Lara, così, la casa per qualche mese è stata questa comunità in zona XXII Marzo, dove si sono presi cura di lei e dei suoi genitori. Sara e Antonio hanno vissuto con lei in questa casa per qualche ora al giorno, dove hanno imparato ad accudirla, a darle da mangiare, a farle il bagnetto, a somministrarle i farmaci. 
Dove sono stati accompagnati emotivamente e psicologicamente. 
Dove hanno ricevuto aiuto per orientarsi tra i servizi del territorio, a fare domanda di invalidità per Lara. 
Dove hanno - soprattutto - imparato a conoscersi e a vivere insieme. 
Dove sono stati preparati per andare a casa, domani, e per tutti i giorni che verranno.


Come ricordo qui, i racconti sono spesso solo ispirati a storie vere, come nel caso di Lara. Le associazioni, organizzazioni e altre realtà di cui parlo invece offrono realmente i servizi citati.
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