giovedì 30 maggio 2013

Fermata: piazza Virgilio | Il principe e il Bed&Breakfast

C'è Elisabetta, 35 anni, che fa l'educatrice.
C'è Marco, suo marito da otto anni, che al mattino si infila nel suo completo-camicia-cravatta e raggiunge il suo posto in banca.

Poi ci sono Alba e Viola, sei e quattro anni, che vivono quella fase in cui tutto è un mondo incantato e in cui loro sono le principesse.
E in cui lui, grande, biondo e con gli occhi azzurri, è un po' principe azzurro un po' fratello maggiore. Le bambine gli vogliono bene e lui, proprio come un fratello, gioca con loro con una dolcezza infinita.
Ma le cose normali, nella famiglia di Elisabetta, finiscono qui.
Perché Adrian, che ha diciannove anni ed è rumeno, non è il fratello maggiore, anzi a dirla tutta non è nemmeno uno della famiglia.
Vive in casa loro come se fosse un bed and breakfast: ha una stanza, fanno colazione insieme ed è prevista anche la cena.
Elisabetta e Marco scendono insieme dal tram 1 in piazza Virgilio e si dirigono lungo via Vincenzo Monti fino al civico 11: è la sede del Cam, il Centro ausiliario per i problemi minorili, che ha inventato il progetto di "bed&breakfast protetto" a cui ha aderito la loro famiglia. Si tratta di un'accoglienza in famiglia per quei ragazzi, tra i 17 e i 20 anni, che hanno alle spalle un'esperienza in comunità, che sono ormai troppo grandi per starci, ma che hanno ancora bisogno di un accompagnamento verso l'autonomia, per diventare adulti in grado di vivere da soli.
«Sì perché ragazzi come Adrian sanno sopravvivere molto bene da soli, ma non sanno proprio vivere bene da soli - racconta Elisabetta. - Lui è arrivato dalla Romania quando aveva 14 anni, da solo, per cercare lavoro. Ha trovato lavoretti qua e là, ovviamente sempre in nero e si è arrangiato così per molto tempo. Ha dormito coi barboni, ha imparato a sopravvivere benissimo così. Ma che vita era per un ragazzino? Poi finalmente i servizi sociali l'hanno trovato e affidato a una comunità. Ha trovato lavoro come idraulico, e lo fa tutt'ora».
Quando ha compiuto 18 anni, però, in comunità non poteva più restare, ma ancora non era pronto a stare da solo, a gestire una casa. Il progetto del B&B protetto è sembrato fare per lui. «Noi, nel frattempo, avevamo fatto il corso del Cam per capire se questa esperienza di accoglienza facesse al caso nostro - continua Elisabetta - e il colloquio tra noi e Adrian, per conoscerci, venne organizzato poco dopo».
Così è iniziata per loro la vita insieme, che dura da quasi un anno. È diventato "di casa", Marco ed Elisabetta gli hanno insegnato a fare da mangiare, a fare il bucato e usare la lavatrice, a sbrigare quelle piccole quotidiane commissioni come pagare le bollette. Lui è rimasto a badare alla casa quando, d'estate, loro sono partiti per le vacanze mentre lui non aveva ferie.
Non è sempre tutto rose e fiori. Elisabetta e Marco hanno avuto i loro ripensamenti e le loro fatiche, soprattutto quando sentono la mancanza di tempo e spazio solo per la loro famiglia e le loro bimbe. Ci sono state incomprensioni, dovute alle differenze culturali e a storie tanto diverse. Adrian ha i suoi momenti no, in cui si chiude a riccio, e solo le coccole di Viola, che è sempre la prima ad accorgersene, sembrano scioglierlo. Però si va avanti, e anche piuttosto bene.
«Sono felice soprattutto per le mie bimbe - confida Elisabetta - che stanno crescendo imparando il rispetto per chi è in qualche modo diverso da loro e l'attenzione alle difficoltà degli altri».

Per info sul progetto B&B protetto:
www.cam-minori.org
Cam, via Vincenzo Monti 1, Milano
Tram 1 e 27 - MM1 e MM2 - Trenord stazione Cadorna
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