giovedì 1 ottobre 2015

Fermata: Padova-Pasteur | Il mondo in un... caffè corretto

Juana vive nel piccolo villaggio di San Gaspar Chajul, in Guatemala. Lavora in una piantagione, e come i suoi antenati Maya crede che la terra vada rispettata, che si vive insieme alla terra, alla natura, non sulle sue spalle.

Mauro vive in provincia di Lecco, sta sulla sedia a rotelle, e al momento è impiegato in una cooperativa che confeziona capsule – in materiale completamente riciclabile – per le macchinette del caffè.

Marco risponde al telefono di un call center, e riceve gli ordini dei clienti, li registra, li processa. Lui, invece, sta nel carcere di Opera, è detenuto, ma i clienti dall’altra parte del telefono non lo sanno.

Le vite di Juana, Mauro, Marco si incrociano in una tazzina di caffè, in un locale di via Padova a Milano. Il locale si chiama Beso, vende macchine per il caffè e le relative capsule realizzate con prodotti del commercio equo e solidale del circuito Fairtrade distribuiti dalla cooperativa Chico Mendes.


Un’esperienza, questa della caffetteria che ha aperto da qualche mese nel quartiere multietnico di Milano, che dimostra che è possibile produrre cibo nel rispetto della terra e dei diritti dei lavoratori del Sud del mondo. Ma non solo, perché in tutta la filiera di produzione, dalla pianta fino alla tazzina, sono tanti i chicchi di solidarietà.

Nella lavorazione del caffè in capsule, nel confezionamento e nell’assistenza tecnica vengono impiegate persone svantaggiate, tra cui persone con disabilità psichica e fisica e disoccupati di lungo periodo altrimenti esclusi dal mercato del lavoro, tramite la cooperativa Vesti Solidale.

L’assistenza commerciale ai clienti è invece affidata a un call center con sede all’interno del carcere di Bollate e viene svolta da personale detenuto, gestito da Bee4.Altrementi.

Infine, via Padova. Quartiere molto vivo ma anche difficile della metropoli lombarda, a causa delle tante differenze culturali che convivono qui, ospita al civico 36 un progetto sociale davvero interessante: oltre alla caffetteria, anche Share, un negozio di abbigliamento di qualità di seconda mano con finalità etiche (ne ho raccontato qui), e alcuni appartamenti in housing sociale.


Questa storia è stata
pubblicata anche
sull'ExpoBlog di Caritas,
a questo link
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