giovedì 3 settembre 2015

Daniela e Silvio, una famiglia in rete per l'accoglienza

Daniela e Silvio
Sono quasi le sei di un pomeriggio di primavera quando Luca (il nome è di fantasia) saluta Daniela – «ci vediamo domani», le dice – e torna a casa sua, con la mamma che a quell’ora ha finito di lavorare.

Daniela e Silvio non sono i suoi nonni, ma quasi: Luca sta con loro per quella che viene chiamata una formula di “affido diurno”, un’espressione per addetti ai lavori che, nella quotidianità, diventa però un rapporto che assomiglia molto a quello che c'è tra nonni e nipoti.

Al mattino, quando la sua mamma va al lavoro, è la figlia di Daniela e Silvio, che con il compagno vive vicino a Luca, che passa a prenderlo e lo porta a scuola. 
A mezzogiorno va a casa di Daniela, sta con loro per il pranzo, per i compiti e i giochi del pomeriggio, e poi la sera torna a casa. 
A volte, sta con loro anche quando le scuole sono chiuse per le vacanze.

«È iniziata per caso – racconta Daniela – Una mattina ero in municipio per un’altra attività che stavo facendo, insegnavo italiano alle mamme straniere tramite la Caritas locale, e ho sentito di questo bisogno. 
C’era un ragazzino, che all’epoca frequentava la prima media, che aveva bisogno di un supporto perché la mamma, sola, senza parenti vicini, era fuori tutto il giorno per lavoro. 
Io e mio marito ci siamo detti “proviamo”».

Hanno cominciato con una accoglienza meno impegnativa, l’esperienza è andata bene e si sono buttati. Luca ora è con loro da due anni e mezzo.

A Mariano Comense non sono gli unici ad avere attivato un affido familiare. C’è una Rete di famiglie aperte all’accoglienza, una decina di famiglie dei comuni – oltre che di Mariano – di Cabiate, Inverigo, Carugo, Arosio e Lurago d’Erba, tutti in provincia di Como, che si occupa di bambini e ragazzi che hanno bisogno di aiuto nei compiti, di accoglienza durante il giorno, di supporto alle loro famiglie che vivono una difficoltà. 

«Lavoriamo a stretto contatto coi servizi sociali dei comuni della zona e con gli insegnanti delle scuole, che quando intercettano un problema o un bisogno di affiancamento per un ragazzo, ci chiedono una disponibilità – spiega Daniela. – Come Rete ci troviamo una volta al mese per una formazione, abbiamo un assistente sociale che ci fa da facilitatore e ci accompagna in questo percorso. Organizziamo anche delle serate aperte al pubblico sui temi dell’accoglienza e dell’affido».

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