giovedì 15 maggio 2014

Fermata: Padova – Chavez | Jess il bandito

"Jess il bandito" in una foto degli anni '50
Arnaldo è un ragazzo di via Padova. Nato in piazzale Loreto, nel 1930, e cresciuto in una casa in via Arquà, 40 metri quadri per una famiglia di cinque persone, senza riscaldamento, senza luce elettrica, senza bagno in casa ovviamente.
Una casa non troppo diversa da quelle in cui vivono ancora oggi, ottant'anni dopo, i ragazzini degli immigrati qui, tra via Padova e viale Monza.

Una infanzia e l'adolescenza passata in strada, in una via Padova in cui vivevano fianco a fianco i “gran lavoratori”, la gente come i suoi genitori, operai alla Breda e all'Alfa Romeo, e quelli che passavano la giornata nelle osterie punto di riferimento della ligera, la vecchia mala milanese “leggera”, che faceva la bella vita sopravvivendo di piccoli reati, quelli che non versavano sangue, non allora.

Un ragazzo di strada, Arnaldo Gesmundo detto “Jess”, che dalla strada è finito al San Vittore, per la prima volta, già a diciott'anni. Esce e rientra e riesce, fino al colpo della vita, quello che a Milano ancora molti ricordano come fosse un mito: la rapina del secolo di via Osoppo, l'assalto a un furgone portavalori di una banca il 27 febbraio del 1958.
I sette banditi portano a casa 114 milioni di lire in contanti, più cinque volte tanto in titoli e assegni. Ma la bella vita dura un mese: poi, complice forse una soffiata, forse per il ritrovamento delle tute da lavoro che avevano usato per la rapina, i sette vengono presi.
Si beccano tutti tra i venti e i dieci anni di galera, anche se nella rapina non c'erano stati feriti, non era stata versata una goccia di sangue. Altri tempi, altre sentenze. Jess “il bandito” ne prende 14, e poi ne collezionerà altri che lo porteranno a passare 23 anni in diverse carceri italiane.
Ma il carcere, per Jess, diventa occasione di un'altra scoperta: i libri. Ne divorerà tantissimi, e alla fine dalla lettura passerà a scriverne uno: quello della sua vita, della vita di un ragazzo di via Padova. Lo ha pubblicato oggi, a 84 anni.
Oggi, che è fermamente convinto di una cosa: che per i ragazzi, nelle periferie, non bisogna aprire bar, ma biblioteche.

Il libro Il ragazzo di via Padova. Vita avventurosa di Jess il bandito è stato scritto a quattro mani da Arnaldo Gesmundo e Matteo Speroni, giornalista del Corriere della Sera.
La storia di un bandito, ma soprattutto la storia di una città in quegli anni.

Verrà presentato sabato 17 maggio alle ore 19 all’interno del cortile di via dei Transiti 1, alla presenza degli autori, in uno dei 149 eventi della Festa di via Padova che si terrà il 17 e 18 maggio 2014.



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