martedì 7 giugno 2016

Prendersi cura della terra, assaporarne i frutti. La vita in un anno di scuola.

Scoprire i ritmi della terra e delle stagioni.
Imparare anche la pazienza, e a saper aspettare.
Osservare la vita che nasce da un piccolo seme messo nella terra e accudito giorno dopo giorno.
Prenderne in mano i frutti: osservarli, toccarli, annusarli e infine assaggiarli, assaporarli con tutti i sensi.
Prendersi cura del nostro pianeta, a partire da tanti piccoli gesti.



È stato un anno denso di vita quello che stanno per chiudere i bambini della scuola dell'infanzia di Caccivio, e che le insegnanti delle formiche, api, grilli, farfalle e cocccinelle – questi i nomi delle cinque sezioni della scuola – hanno presentato ai genitori in occasione della consegna dei diploma ai “grandi”, una cinquantina di alunni dell'ultimo anno che a settembre andranno in prima elementare.



A un anno dall'apertura di Expo, l'Esposizione Universale di Milano che per sei mesi ha presentato al mondo i temi del cibo, del nutrimento del pianeta (in modo sostenibile), e che molti bambini hanno visitato insieme ai genitori, sono proprio loro, piccoli cittadini, a tenere vivo questo argomento di estrema importanza per il nostro, il loro futuro.



E così le formiche, con l'aiuto di giochi di gruppo, libri, le storie di personaggi - come il coniglietto Bunny o Jack e il suo fagiolo magico - che hanno accompagnato i bimbi durante l'anno, hanno piantato i loro semi nella terra e scoperto che per fare crescere le loro piantine ci vuole la terra, l'acqua e la luce del sole.

Ma anche che per far funzionare il nostro pianeta dobbiamo prendercene cura, anche con piccoli gesti che persino i bambini possono imparare e mettere in pratica tutti i giorni: non sprecare e riciclare tutto quel che si può, chiudere il rubinetto quando non serve, fare la raccolta differenziata, usare la bicicletta o i piedini invece dell'automobile.




Anche le api hanno seminato la loro lattuga, prendendosene cura tutti i giorni; per molti di loro è stata una vera e propria “prima volta”: la prima esperienza con la terra, con la produzione del cibo che mangiamo.



Le farfalle alla loro terra hannno aggiunto anche il concime, usando gli escrementi di cavallo e coniglio, proprio come fanno i nonni nell'orto.
Ma hanno anche scoperto quali frutti e quali verdure ci sono in ciascuna stagione, e allora in autunno hanno fatto il minestrone, in inverno spremuto le arance per farci delle caramelle con il succo, in primavera seminato insalata, fagiolini e pomodori.

I grilli hanno riflettutto su cosa mangiamo tutti i giorni, quali sono le proprietà degli alimenti e quali le corrette abitudini alimentari, imparando cosa è bene mangiare di più e cosa sarebbe meglio consumare meno.




Ad esempio i dolci, come ha sottolineato Danila, insegnante delle coccinelle, che ne è tanto golosa quanto i suoi bambini: troppi fanno male, per questo loro li hanno messi in cima alla piramide alimentare, cioè al posto riservato ai cibi che devono essere mangiati poche volte alla settimana. A costruirla li ha aiutati il dottor Bellocco, che tra scherzi e visite mediche ha passato con i bimbi una mattina speciale.


Perché l'obiettivo principale, come ha spiegato con entusiasmo Valentina, la maestra di inglese, è «trasmettere ai bambini la bellezza della novità, dell'imparare, la curiosità, la possibilità di sperimentarsi in modo nuovo. Abbiamo imparato i numeri, i colori, i saluti, ma anche le stagioni e i nomi dei frutti, lo abbiamo fatto quasi senza accorgercene, divertendoci, cantando, facendo delle piccole scenette. Ma soprattutto abbiamo imparato che con la curiosità e l'impegno possono arrivare dappertutto».



«Non crediate che sia semplice seguire una programmazione con bambini così piccoli – ha spiegato la direttrice, suor Virginia – eppure maestre e bambini ce l'hanno fatta».
E poi, la lezione più grande: imparare a stare insieme. «Abbiamo cercato di insegnare ai bambini la carità e l'amore verso l'altro. Oggi li riconsegniamo simbolicamente a voi genitori, augurandovi di crescere insieme a loro in una vita piena, nella fede e nell'amore».

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