venerdì 1 agosto 2014

Fermata: Monte Ceneri - Mac Mahon | Il Portico della carità

Gli architetti e i costruttori che hanno progettato ed eretto negli anni '50 la chiesa di San Gaetano, in via Mac Mahon, avevano pensato di proteggere dalle intemperie, con un portico, l'ingresso dei fedeli nel luogo di culto. Forse però non avevano previsto che quelle tre campate squadrate, massicce e moderne avrebbero protetto anche qualche barbone avvolto nei suoi stracci nelle notti dell'inverno umido di Milano.

E c'è chi, da quel portico, non si sarebbe mai spostato, neppure di qualche metro fino alla Casa di Gastone, centro di accoglienza per senza dimora che proprio lì di fianco gli aveva proposto più volte un letto al caldo e un percorso di ritorno alla vita cosiddetta normale.
Aledrissi era il nome di quell'uomo.

Il classico senza dimora, di quelli che oltre a un forte disagio psichico portano i segni sempre visibili della dipendenza dall'alcool. Venuto in Italia dal Marocco oltre quindici anni fa, passava già le sue notti al riparo del portico da qualche anno, dove lo conoscevano e riuscivano ad aiutarlo in qualche modo. Lui accettava quasi tutto, tranne la regola dei dormitori per cui non si può né bere né fumare, e quindi restava fuori.

Una sera di novembre, però, il parroco della chiesa dei guanelliani si accorge che Aledrissi ha la febbre alta, tossisce, forse è tubercolosi, e allora non vuol più sentire scuse: si impunta e gli impone di farsi accogliere. Lo prendono in carico i volontari della Casa di Gastone e lo ospitano nel luogo meno istituzionale della Casa: il corridoio del laboratorio di traforo, su cui si affacciano un paio di stanzette già occupate.

A don Leonello Bigelli, responsabile della Casa, sacerdote guanelliano di un'energia contagiosa, piace raccontare che Aledrissi sia passato dal portico della chiesa al portico di Gastone. È stato allora che hanno chiamato questo progetto di accoglienza “Portico della carità”. 
E hanno lavorato per riconvertire l'uso di altri spazi comuni, la taverna e il corridoio del laboratorio di falegnameria, creando un portico coperto su cui si affacciano tre micro stanze provviste di letto e armadietto, il bagno e la lavanderia comune.
Quello del Portico della carità è oggi un progetto leggero che dà accoglienza a uomini giovani, tra i 25 e i 40 anni, che si trovano in improvvisa situazione di emergenza perché hanno perso la casa e il lavoro, ma che non hanno alle spalle problemi pesanti di disagio psichiatrico, o di dipendenza da alcool o gioco (come invece accade per gli uomini ospitati in Casa di Gastone), e quindi non hanno bisogno di un progetto educativo di uscita dalla strada, ma solo di un appoggio momentaneo che gli permetta, nel giro di qualche mese, di tornare a farcela con le proprie gambe.

Dall'apertura a oggi, otto anni fa, decine e decine di persone e di storie hanno trovato riparo sotto il Portico. Per saperne di più e conoscere le loro storie:
Casa di Gastone e Portico della Carità
Centro di accoglienza per persone senza dimora
viale Monte Ceneri 1 - Milano
Tram 12 - Filobus 90-91
Tel.: 02 39214001

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