sabato 13 marzo 2010

Storie sulla 90

Paura di uscire di casa da soli. Paura di girare per strada di notte. Paura di essere aggrediti. Paura degli stranieri, degli sbandati, di “quelle brutte facce”. Paura di salire su un mezzo pubblico. In un'epoca in cui la sicurezza per strada sembra essere la necessità più urgente, tanto da invocare la presenza della polizia, dell'esercito, delle ronde, voglio raccontare un'altra strada: non quella percorsa velocemente per richiudersi dentro a un portone, ma quella pulsante di vita di chi nelle vie e nelle piazze, per forza o per necessità, ci vive e, a volte, ci dorme. Le strade di Milano sono calpestate da milioni di persone, ma chi ne fa l'anima e il respiro, spesso, non lo fa per scelta.
È questa Milano della strada che voglio raccontare attraverso delle storie: quelle che spesso coincidono con il volto più povero e disagiato della città. Senza dimora, rom, prostitute, ma anche venditori ambulanti e artisti di strada, vite più o meno visibili agli occhi delle persone “normali”, che combattono tutti i giorni per sopravvivere.
Il filo conduttore che lega i racconti è il percorso del filobus 90, che gira tutta la città  percorrendo l'anello della circonvallazione esterna, ogni dieci minuti, senza quasi interruzione, se non per 40 minuti nell'ora tra le 3 e le 4.
La 90 è chiamata anche “l'autobus degli immigrati” e ed è considerata una delle linee di trasporto pubblico più insicure a causa della forte frequentazione da parte di stranieri e di senza dimora che si rifugiano qui sopra durante la notte per dormire qualche ora al caldo.  La 90 diventa allora simbolo della Milano che voglio raccontare e mezzo che unisce le diverse storie narrate.
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